26 Marzo 2025 - Categoria: letteratura sarda

” La follia bellica”dei nemici in un mondo sempre più in crisi!” di Fulgenzio Saetta

Sono arrivato al punto che non ascolto più i telegiornali, salto i video del mio cellulare dove tutti quelli che parlano di guerra dicono di aver ragione loro. Giornalisti caparbi e presuntuosi che sanno tutto. Nemici che incolpano gli uni gli altri. Tutto sommato nessuno vuole la pace. Giustamente mi vien la voglie di dir loro d’impiccarsi a vicenda e ai ciarlatani giornalisti di dedicarsi a ciarlare nei lavatoi pubblici.
La ragione erra smarrita lontana da questo modo. Non parliamo della fede che spaurita pare non serva più a sedare la rabbia satanica degli avversari. L’ormai degente Papa parla o fa leggere invano i suoi messaggi che invitano alla pace. Da una parte quello scimmione di Ronald Trump e dall’altra quel satanasso di Putini, duellano stupidamente e chiacchierano senza riuscire a combinare nulla.
In questo consiste la follia bellica. Mille ragioni da una part e mille ragioni dall’altra e con quella scusa si gettano i soldi per la guerra che avanza sempre più nera.

Il mondo a bocca aperta guarda, ma di fronte a questi folli pare non possa fare nulla. Se cominciassero i soldati a ribellarsi, i popoli ad agitarsi, forse finirebbe quest’asserdontante rumore del dio della guerra.
Non ci resta che invocare il buon Dio che ispiri i belligeranti a mettere la testa a posto.

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14 Marzo 2025 - Categoria: versi in gallurese, versi in italiano

“Primma chi sia bugghju” “Prima che sia buio” Premessa di Maria Teresa Inzaina al suo recente lavoro letterario.

Maria Teresa Inzaina

Con gran piacere pubblico la premessa dell’autrice al suo libro recente. Credo che  sia la prima cosa da fare prima di quanti vorranno scrivere su questo lavoro, me compreso.

Maria Teresa Inzaina Primma chi sia bugghju, Editrice Taphros,Olbia 2025

 

Una premessa

Già nel 2009 aveva visto la luce una mia prima silloge dal titolo Che- na fili, per le Ediz. Taphros, a cura dell’Associazione Amistade: venticinque poesie scelte, composte tutte nella mia amatissima lingua materna, il gallurese con trasposizione in italiano, curata da me. Fu il mio esordio ufficiale come poetessa.
Ora torno con la raccolta Primma chi sia bugghju · Prima che sia buio, ancora con Ed. Taphros:
una raccolta di poesie, parte in gallurese, alcune riprese da Chena fili, sempre con trasposizione in italiano curata da me; parte, la gran parte, in lingua italiana.

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18 Febbraio 2025 - Categoria: eventi straordinari

“L’accoglienza dei migranti alla base della crescita di Sassari città multietnica” a cura del Comune

Sassari si conferma città multietnica dove vivono e lavorano cittadini provenienti da diverse parti del mondo. Unitamente a questo dato si rileva, però, anche la tendenza alla cosiddetta «fuga dei giovani», se è vero che sono sempre più numerosi quelli che scelgono di trasferirsi oltre Tirreno, o in un paese estero, per motivi di studio o lavoro. Emerge da una recente rilevazione fatta da Palazzo Ducale che scatta un’istantanea nitida della situazione demografica in città e nell’immediata periferia urbana e snocciola dati e percentuali legati a un fenomeno certamente non nuovo sul quale, però, occorre lavorare per migliorare la situazione. Le linee d’azione sono almeno due: studiare programmi e interventi finalizzati a creare maggiori opportunità per i giovani e varare progetti di inclusione e formazione per i cittadini stranieri che rappresentano una risorsa e non un ostacolo, tantomeno un pericolo.

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17 Febbraio 2025 - Categoria: cristianesimo

“Gratitudine” di Maria Cristina Manca scrittrice

Siccome in un mio precedente intervento sono stata molto severa con noi cattolici talvolta tiepidi spiritualmente, adesso posso permettermi la bella libertà di scrivere (senza che alcuno in risposta mi sfagioli le solite colpe cattoliche) quanto l’umanità intera debba ai cattolici, o meglio quanto debba a Dio per i Suoi figli cattolici (oltre a ciò che deve a Dio per ogni altra benedizione).

Vogliamo numeri? Impossibile averli. Impossibile riuscire a contare le incalcolabili opere di carità sociale ed individuale realizzate dai cristiani nel corso di oltre duemila anni di cristianesimo; compiute dai discepoli di Gesù dal giorno in cui il Maestro risorto «fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio», dall’ora in cui i discepoli di Cristo «partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano». (Mc 16, 19-20); dal momento in cui ogni discepolo di Cristo sperimenta la realtà amorosa della Parola di Dio: «Credetemi, io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse; in verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi» (Gv 14, 11-12); poiché, afferma il Vangelo: «vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere». (Gv 21,25).

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10 Febbraio 2025 - Categoria: memoria e storia

” Il caso incendiario del generale libico e le relazioni della Libia con l’Italia” di Fulgenzio Saetta

La concezione nefasta dell’opposizione  che trasforma il Parlamento in un pubblico lavatoio. La segretaria del PD come si dice da noi ha mangiato come sette cani e da sette forni. La sua triplice cittadinanza svizzera, statunitense e italiana non dice tutto. La sua ascendenza lituana, ucraina e italiana ne fa più una persona sudamericana che non europea. Lo stesso cognome è stato cambiato da un ascendente. La sua vita da perenne piazzaiola non sapremmo come definirla. Gli stessi rapporto col PD sono stati altalenanti e così dopo sette anni di vacatio dal partito eccola rientrare e diventarne segretaria. Nel parlamento si trasforma in una sanculotta. Io avrei voluto vedere lei consegnare il generale libico alla corte internazionale di giustizia e mandare allo sbaraglio le relazioni dell’Italia con la Libia di cui è il primo partner commerciale e da cui attingiamo il 12% del petrolio che ci serve , senza contare il personale dell’ENI mandato alla vendetta degli stessi libici. Di tutto questo pare non s’interessi questa macchina ibrida di pubblico lavatoio. Una macchina che non s’accontenta mai delle risposte che da il governo che per il solo fatto di essere di centro destra è sempre criticabile nei suoi movimenti nazionali e internazionali. Pensi la nostra sudamericana a che cosa hanno fatto i rappresentanti del PD quando senza mai vincere le elezioni sono stati al governo e ne tragga le conclusioni. Forse la nostra parlamentare ibrida, già parlamentare europea, non si sarebbe accontenta di v edere  uccisi i tecnici dell’ENI, la perdita dei rapporti commerciali con la Libia e soprattutto la perdita del 12% dei rifornimenti petroliferi con la nazione più ricca di petrolio al mondo. La nostra pupa con piglio da lituana-ucraina e sguaiatezza italiana avrebbe voluto forse questo? Non voglio crederci per quanto da una parlamentare stranamente ibrida in tutti i sensi ci sarebbe da aspettarsi questo e altro.

Da rimarcare l’illogicità del ragionamento suoi e di Conte. Se dovessimo guardare, ad esempio le stravaganti idee di Trump, il massacro di Putin sugli ucraini e il 70% degli stati dittatoriali con cui abbiamo rapporti di vario tipo dovremmo ripiombare in una specie di autarchia suicidaria. Ma alla nostra centaura poco importa. Importa urlare e lanciare insulti coi cartelloni, roba da sessantottini, roba vecchia. Se pensa così di far progredire l’Italia stiamo freschi. Vedremo che cosa farà da presidente del Consiglio se prima o poi riuscirà a vincere le elezioni politiche. Per evitare da parte dei cittadini il disprezzo del Parlamento diventato un lavatoio pubblico bene farebbe a moderarsi.

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4 Febbraio 2025 - Categoria: letteratura sarda

“Salvatore Angelo Brundu noto Ico” un marito e padre esemplare e un commerciante onesto” di Angelino Tedde

Di Ico Brundu ha scritto Carlo Patatu ricordando le sue capacità di portare avanti la sua azienda, per cui non mi fermerò molto sull’argomento. Chiarisco solo che da apprendista fabbro aveva fatto il salto del commercio e lo ha fatto egregiamente fornendo a Chiaramonti un servizio efficiente per gli artigiani di ferro e legno e per i numerosi faidatè. Prima per tanto tempo io e poi mio figlio Marco siamo diventati di casa nel negozio. Se per anni la bottega era situata nello stradale in uno stabile a pianoterra, successivamente con la costruzione di un palazzetto con parcheggio all’uscita del paese è diventata un’azienda efficiente dove si trova di tutto. Per certi versi, io che da ragazzo tredicenne frequentavo a Sassari l’attrezzatissimo negozio di Sassu come apprendista falegname, presso mastro Francesco Monagheddu in via Frigaglisa lo paragonavo a quello. Ricordo che da adulto ne soffrii molto nell’apprendere che morti i titolari e morti i commessi successori, cambiati i tempi e morto l’artigianato, lo avevano chiuso.

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28 Gennaio 2025 - Categoria: cristianesimo

“La Chiesa è nostra Madre” di Maria Cristina Manca, scrittrice.

La Chiesa è madre, tenerissima madre. Di questo ho certezza ed esperienza. Non però esperienza esente da dolore, delusione, frustrazione. Eppure proprio tale sofferenza mi permette, tra le altre cose, di capire con immediatezza coloro i quali, pur battezzati e quindi figli, scappano dalla Chiesa percependola come una gelida matrigna e non come una madre.
Com’è possibile simile percezione?
È possibile perché «la Chiesa è santa in se stessa, ma inferma negli uomini che le appartengono», scrive Papa Paolo VI santo.
Così può succedere che alcuni cattolici, paradossalmente spesso i più convinti di essere i migliori, con i loro atteggiamenti lontani dalla somiglianza con Gesù, nascondano l’essenza amorosa della Chiesa e ne sfigurino il volto materno.
Non parlo qui di nefandezze da codice penale o di brutalità psichiche, cose terribili nella Chiesa ed altrove ovunque nel mondo.
No, non di questo, parlo qui.
Bensì mi riferisco qui ai peccati di superbia, di indifferenza, di ignavia e di tiepidezza che è facile assalgano noi frequentatori abituali delle mura ecclesiali.

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15 Gennaio 2025 - Categoria: letteratura sarda

Alla cara Memoria di mia madre Rosa Deriu (Ittiri 04.01.1931 – Ozieri 21.01.2018), di Luigi Canu

Mia madre Rosa Deriu nacque a Ittiri (Sassari) il 04 Gennaio 1931 da Giacomo Deriu, di professione Contadino, e da Gerolama Sarria, di professione Casalinga.
Il padre Giacomo Deriu (nato a Ittiri il 01/06/1898 e deceduto a Ittiri il 13/11/1977) aveva partecipato alla Grande Guerra 1915/1918 in Italia inquadrato come Militare nella Regia Guardia.
E’ stato insignito della Medaglia della Guerra Italo-Austriaca 1915/1918, della Medaglia Interalleata della Vittoria, della Medaglia dell’Unita’ d’Italia e della Croce al Merito di Guerra.
Inoltre, ha avuto la Cittadinanza Onoraria dal Comune di Vittorio Veneto e dal Comune di Treviso e il Diploma di Cavaliere di Vittorio Veneto con la relativa Croce e la Medaglia ricordo in oro.
Dopo la licenza Elementare, mia madre Rosa Deriu si occupava di lavorare in casa e in campagna.
Di notte faceva il pane e di giorno andava con il cesto sopra la testa a lavare i panni in prossimità del fiume.
Ha lavorato molto in campagna a mietere il grano e a raccogliere le olive.
Mi diceva che andava a piedi da Ittiri a Sassari, a Florinas e vicino al Rio Mannu per lavorare nelle campagne.
Prima di sposarsi ha lavorato come stimata domestica a Thiesi nella casa del Pretore Pes.
Era molto brava a fare il pane e i dolci tipici per le feste (Pirichitti, Papassini,  Formaggelle, Ricotelle, Amaretti, Tiricche, Anicini, Crostate e Torte).
Mi ricordo che a casa a Thiesi nel forno a legna cuoceva oltre ai dolci, alle focacce e al pane di pasta dura, il pane fresa fine che preparava con cura e donava a un Sacerdote che non poteva mangiare altro pane.
Mia madre Rosa Deriu si sposo’ a Ittiri nel mese di Ottobre del 1953 con Salvatore Canu, ex Combattente e Reduce pluridecorato della Guerra di Liberazione nazionale 1943/1945.
Dopo il Matrimonio, mia madre Rosa ha vissuto per molti anni a Thiesi (Sassari) dove realizzava a mano bellissimi cestini artigianali con ago punto a punto, su materiale di giunchetto selvatico (sa tinnia) e di rafia.
Una passione, la sua, ereditata quando era giovane dalla madre.
In ogni cestino si nota il rispetto della tradizione, l’originalità e l’unicità.
Aveva molto talento, competenza e capacità di saper fare.
I suoi lavori erano molto ricercati perché le persone riconoscevano che era una brava artigiana.
E’ stato rilasciato un Attestato di Onore, alla sua Memoria, dalla Presidente dell’Unione Italiana Artisti Artigiani di Perugia in data 14 Luglio 2022, per l’Impegno profuso per la Valorizzazione e Promozione dell’Artigianato Artistico e di Tradizione.
Muore a Ozieri (Sassari) dopo una breve degenza in ospedale il 21 Gennaio 2018.
Onesta, operosa e Altruista, lascia sulla terra le tracce luminose delle sue virtù.
Si ricorda questa straordinaria donna, mamma e nonna esemplare, per quanto fatto con passione, spirito di sacrificio, dedizione e generosità.
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